giovedì 25 agosto 2011

Armiamoci e partite

L'austero richiamo al rigore fiscale del cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, si iscrive in quella lunga serie di generosi e poco nobili tentativi, molto in voga nel nostro  paese, di fare gli eroi con la pelle degli altri.
La Chiesa Cattolica, come ormai è arcinoto, non paga un centesimo di imposta su tutti gli immobili, siano essi utilizzati a fini commerciali che a fini puramente assistenziali e benefici. La misura venne adottata nel 2005 dal governo Berlusconi con il Decreto Fiscale collegato alla Legge Finanziaria, che introdusse l’esenzione ICI per gli immobili della Chiesa adibiti a scopi commerciali (ulteriormente estesa alle associazioni no-profit).
Il d.l. 223 del 4 luglio 2006 ha successivamente eliminato tale esenzione, ma solo in teoria perché la sua formulazione («Attività di natura esclusivamente commerciale»), vanificò di fatto il provvedimento e mantenne in vigore tale privilegio: è infatti sufficiente che all’interno dell’immobile destinato ad attività commerciale si mantenga una piccola struttura destinata ad attività religiose.
Il patrimonio immobiliare della Chiesa cattolica è enorme (si parla di un 20-25% dell'intero territorio nazionale), ed è difficile dire quanto di tale patrimonio sia utilizzato per fini spirituali e quanto per fini commerciali.
A questo si aggiunga il contributo dell'8 per mille sull'Irpef, che una norma bizzarra destina interamente alla Chiesa cattolica nel caso di mancata indicazione da parte del contribuente; il pagamento dello stipendio agli insegnanti di religione nelle scuole, che sono 25.000 e costano oltre 800 milioni l'anno; lo sgravio del 50% dell'imposta sul reddito delle società (Ires) agli enti ecclesiastici operanti nei settori dell’istruzione e della sanità, un risparmio stimato in quasi un miliardo di euro; la fornitura dell'acqua alla Città del Vaticano, interamente a carico dello Stato italiano; l'esenzione dell'Irpef per tutti i lavoratori della Santa Sede e della Città del Vaticano: almeno duemila persone.
Inutile fare ulteriori commenti se non che gli articoli di fondo partoriti dall'Avvenire in questi ultimi giorni, pieni di richiami lacrimosi e strappalacrime alla vocazione assistenziale e benefica della Chiesa, suscitano solo il senso del ridicolo, per non dire il profondo disprezzo, da parte di chi si trova già oberato di sacrifici e rischia di vedersi ulteriormente caricato il peso da portare, in nome del risanamento finanziario del paese.

domenica 14 agosto 2011

Il velo dell'ipocrisia

Ce l'hanno fatta anche questa volta, i rappresentanti della mega casta nazionale, a scaricare sulle altre categorie il peso dell'ennesima strizzata che il capitalismo finanziario ci ha imposto, non si capisce bene se per aiutarci a rimettere a posto i conti o per affondarci definitivamente, magari nella speranza di impossessarsi di qualche bene nazionale di grande valore.
Quando l'India era una colonia britannica, veniva spremuta senza pietà attraverso un'imposizione fiscale rapace e selvaggia, che distruggeva l'economia e la vita di interi villaggi pur di mantenere inalterato il livello di entrate della madrepatria. In realtà gli inglesi, direttamente, non estorcevano una rupia alla popolazione indiana, ma delegavano l'ingrato e duro compito ad una classe di possidenti locali i quali, pur di mantenere intatti i propri privilegi, si prestavano volentieri all'infame attività di spremere i propri connazionali.
Senza voler fare paralleli che suonerebbero molto azzardati ( l'Italia di oggi non è un paese sottosviluppato, o almeno, non lo è ancora diventato ) colpisce fortemente l'analogia tra la casta dei possidenti indiani che si adattò al regime coloniale inglese pur di sopravvivere e la nostra classe politica nazionale e regionale, sempre pronta a elaborare nuovi balzelli per accontentare le richieste di mercati finanziari implacabili ed esigenti ma, a quanto pare, strutturalmente incapace di farsi responsabile in prima persona dei sacrifici necessari per tenere a galla un paese sempre più incravattato dai propri debiti.

L'articolo di Gian Antonio Stella sulla manovra del governo

lunedì 1 agosto 2011

Buone vacanze

Dopo tante fatiche bloggeristiche è giunto il momento del meritato riposo. Vado a rosolarmi al sole della Calabria, riaprirò i battenti dopo Ferragosto (salvo imprevisti).
Buone ferie a tutti!

sabato 30 luglio 2011

Gli utili idioti

Ieri sera su La7 ho visto di nuovo Borghezio, aveva lo sguardo dimesso e rassegnato del discolo messo in castigo dietro la lavagna. In mattinata si era recato all'ambasciata norvegese a Roma per chiedere scusa delle frasi pronunciate in seguito all'attentato di Oslo, quando aveva dichiarato che molte delle idee di Andreas Breivik "sono buone, alcune ottime. È stato strumentalizzato. È per colpa dell'invasione degli immigrati se poi sono sfociate nella violenza. Io penso che la difesa dell'Europa cristiana, anche in termini di crociata contro l'islamismo e il terrorismo, contro il progetto del Califfato in Europa, è sacrosanta."
Secondo l'esponente leghista, sospeso per tre mesi dal partito, i funzionari dell'ambasciata lo hanno persino ringraziato e lui, all'uscita, messo di buonumore dall'accoglienza ricevuta, si è lanciato nel commovente gesto di raccogliere la cacca di un cane dal selciato romano.
Ieri sera, incalzato e sfidato da Luisella Costamagna e da Marco Rizzo a ribadire i concetti espressi il giorno dopo la strage in Norvegia, Borghezio continuava a tenere lo sguardo basso e il musetto imbronciato, cercando di rappezzare, inutilmente, la massa di stupidaggini che il suo cervello bacato aveva prodotto nei giorni e nei mesi precedenti.
Ora che persino i suoi sodali di partito lo hanno scaricato, possiamo definitivamente consegnarlo ai norvegesi. Se lo tengano pure. E che gli facciano la festa.

venerdì 29 luglio 2011

Capitan America - Il primo vendicatore

Qualche sera fa sono andato a vedere questo flm perché mi ricordava quando, da bambino, mi immergevo nella lettura dei fumetti della Marvel, lettura alla quale mio padre tentava invano di strapparmi comprandomi "Il corriere dei piccoli".
Il film non è un capolavoro, ma è più che gradevole. Steve Rogers si cala molto bene nella parte del ragazzo gracile e rachitico che, disgustato dalle atrocità dei nazisti, vorrebbe dare il suo contributo allo sforzo militare del suo paese. Nonostante venga respinto in continuazione alla visita militare, anche cambiando distretto, verrà aiutato da un medico ebreo sfuggito alle persecuzioni di Hitler a coronare il suo sogno. Tommy Lee Jones interpreta alla perfezione il ruolo del generale all'apparenza duro e cinico, ma animato da un forte spirito patriottico nel difendere i principi del suo paese. Nel finale fa una breve apparizione anche un arrembante Samuel Jackson, con tanto di benda nera calata sull'occhio.
Il film ha il merito di proporre una vicenda nella quale le contrapposizioni politiche sono aspre e precise, dopo anni in cui il neutralismo morale in voga ci ha costretto ad assistere a stucchevoli ritrattini dei coniugi Goebbels e degli altri gerarchi nazisti ripresi nell'intimità delle vicende familiari, mentre i partigiani venivano presi a calci da registi pidocchietti dal dubbio valore artistico e morale.
Ha quasi dell'incredibile che oggi, nel 2011, una distinzione netta tra buoni e cattivi, antinazisti e nazisti, partigiani e SS ci venga proposta in maniera così chiara e convincente da un film tratto da un fumetto per bambini. Ma è anche la dimostrazione di quanto il nazismo democratico dell'era Bush sia penetrato in fondo nella cultura degli adulti. I bambini salveranno il mondo?

mercoledì 27 luglio 2011

Tommy gun

E' stata la band più politicizzata della storia del rock, almeno fra quelle maggiormente conosciute. Oggi il loro spirito di rivolta ci manca come l'ossigeno, sarebbbe la scintilla giusta per incendiare la rabbia che cova sotto la cenere di questa società legnosa e asfittica, e scuotere dalle fondamenta un'autorità che si fonda sempre più sull'apatia e sull'indifferenza delle moltitudini.
Nessuna band come i Clash ha saputo miscelare generi musicali diversi (rock, reggae, soul, dub e ska) per ricavarne una musica energicamente e aggressivamente cosmopolita, che fosse qualcosa in più di un'asettica sommatoria delle singole componenti.
Ci manca soprattutto Joe Strummer, l'aristocratico ribelle figlio di un diplomatico inglese conquistato alla causa dello scontro sociale e della rivoluzione permanente, in nome della lotta contro l'ingiustizia e la disumanità.
"Abbiamo solo cercato di risvegliare l'attenzione su una serie di cose che ci sembravano sbagliate. Quelle cose sbagliate esistono ancora e i Clash no. Questo che significa? Che abbiamo perso? Non lo so. Certamente, i Clash sono stati una voce forte. Se hanno cambiato la vita di una sola persona, hanno raggiunto il loro scopo."

lunedì 25 luglio 2011

Questa sera ho un vecchio amico per cena

Eccolo qui, Hannibal Lecter, lo psichiatra cannibale che guida la volenterosa recluta dell'FBI Claire Sterling, alias Jodie Foster, nella caccia al serial killer Buffalo Bill, così soprannominato per l'abitudine di rapire donne in sovrappeso per poterle scuoiare più facilmente.
Buffalo Bill, il cui vero nome è Jame Gumb, è un bisessuale che si crede transessuale, troppo disturbato mentalmente per poter beneficiare di un intervento chirurgico per cambiare sesso, e pertanto pervaso da una rabbia folle e primitiva che lo porta ad infierire selvaggiamente sulle sue vittime. Clarice intuisce la connessione tra una delle vittime e il suo assassino e, dopo averlo scovato, riuscirà ad ucciderlo, ma nel frattempo Hannibal Lecter fuggirà di prigione e farà perdere le sue tracce.
Il Silenzio degli Innocenti è un film che ha veramente segnato un'epoca, non solo per il record di aver vinto i 5 premi Oscar più importanti ( miglior film dell'anno, miglior regia, miglior attore, miglior attrice e sceneggiatura non originale ), ma anche per avere segnato indelebilmente l'immaginario collettivo.
La spietata crudeltà di Hannibal Lecter, quasi  un alter ego dello psichiatra direttore del Chesapeake State Hospital, sostenuta da un'intelligenza fuori dal normale e da una sincerità tanto limpida quanto  brutale, sembra dettare i ritmi e i tempi dell'azione, sovrastando nettamente la figura insicura e arrancante di una Jodie Foster tormentata dai propri fantasmi e traumi infantili. "Gli agnellini hanno smesso di gridare?" le chiederà beffardamente Lecter nel corso dell'ultima telefonata, tre anni dopo la morte di Buffalo Bill, interrompendo la festa della promozione della Sterling/Foster per preannunciare l'agognata vendetta contro il direttore dell'ospedale psichiatrico nel quale è stato a lungo detenuto.